Cosa fa il maestrale a una persiana
Tre giorni di vento, un cardine, e perché controlliamo prima la terrazza est.

Il maestrale arriva raramente così a est. Appartiene al Rodano e a Marsiglia, e quando ha attraversato il Var di solito si è esaurito. Ma due o tre volte l’anno passa dalle colline dietro Sospel invece che lungo la costa, e allora arriva a Mentone dalla parte sbagliata, da nord-ovest, sopra i tetti, e trova ogni persiana che gli sta di fronte.
Si annuncia la sera prima. Il mare diventa piatto e molto scuro, le luci di Bordighera si accendono più nitide di quanto dovrebbero, e l’aria sa di pino invece che di sale. Alla seconda mattina ha trovato ogni chiavistello non tirato e ogni cardine stanco. Il 12 ne ha trovato uno sulla terrazza est di una casa sopra Garavan, e a mezzogiorno la persiana poggiava sulla balaustra invece che sui suoi perni.
Alle quattro era di nuovo al suo posto. Il cardine era originale, di ghisa, e arrugginiva in silenzio da dieci anni sotto uno strato di vernice che lo nascondeva bene. Lo abbiamo sostituito con lo stesso modello, dal ferramenta della città vecchia, che ne tiene un cassetto perché ogni casa di Garavan ha lo stesso problema nello stesso punto. Le terrazze a est prendono il vento che scavalca la collina; quelle verso il mare no.
Così quando il mare diventa piatto la sera, controlliamo prima le terrazze est, in ogni casa, prima che il vento arrivi. Ci vuole un’ora. Salva una persiana, un vetro, e un paragrafo del Rapporto che nessuno ha voglia di leggere.